Incentivi fino al 2024 per le colonnine di ricarica

Sarà possibile usufruire degli incentivi per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici fino al 2024.
Viene così prorogato il provvedimento precedente, scaduto al termine del 2021, sostituito dal decreto del Ministero per la Transizione Ecologica (Mite) che ha sbloccato risorse per 90 milioni. Si sostanzia così quanto preannunciato per dare spinta propulsiva alla costruzione di una reale rete di ricarica elettrica sul territorio nazionale, che faccia da supporto all’affermarsi di una mobilità sostenibile.

Fondi disponibili e requisiti per richiederli
I fondi saranno così ripartiti:
- 80% alle imprese per finanziare acquisti inferiori a 375.000 euro;
- 10% alle imprese per finanziare acquisti uguali o superiori a 375.000 euro;
- 10% ai professionisti.
Alle imprese, per accedere al contributo, è richiesto di essere in regola dal punto di vista contributivo e societario, mentre i professionisti devono dimostrare un volume d’affari non inferiore a quello dell’infrastruttura di ricarica richiesta. Per chi rientra nel regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può superare i 20.000 euro.
Il contributo che copre l’acquisto e la messa in opera dell’infrastruttura di ricarica è pari al 40% delle spese ammissibili e prevede limiti massimi a seconda della potenza erogata dalla colonnina. Lo schema relativo è il seguente:
- 2.500 euro per wallbox in AC tra i 7,4 kW e i 22 kW;
- 8.000 euro per colonnine in AC tra i 7,4 kW e i 22 kW con due punti di ricarica;
- 1.000 euro/kW per infrastrutture in DC fino a 50 kW;
- 50.000 euro per colonnina in infrastrutture in DC oltre 50 kW;
- 75.000 euro per colonnina in infrastrutture in DC oltre 100 kW.
Tra le spese ammissibili sono incluse:
- l’acquisto e l’attivazione delle colonnine, compresi impianti elettrici, opere edili correlate e impianti di monitoraggio;
- i costi per la connessione alla rete elettrica e di connessione per un massimale del 10%;
- i costi di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite del 10%.
Sono escluse invece alcune spese, come imposte e tasse, acquisto di terreni, consulenze o autorizzazioni.
Come presentare le domande
La domanda potrà essere presentata online sul portale di Invitalia. Ad essa andranno allegati i documenti che dimostrano l’effettuazione dell’investimento, ovvero le copie delle fatture elettroniche e dei bonifici effettuati, il possesso delle autorizzazioni per costruire e usare le infrastrutture di ricarica, una relazione finale. Il beneficiario dovrà mantenere l’infrastruttura di ricarica per 5 anni. Inoltre dovrà conservare i documenti giustificativi, consentire eventuali controlli ed ispezioni disposte dal Ministero o da Invitalia o altri organismi competenti. Dovrà inoltre fornire i dati di funzionamento che saranno prescritti alla piattaforma PUN – Piattaforma unica nazionale, nel momento in cui sarà attivata.
Il Mite ha 120 giorni per procedere all’erogazione dei contributi, seguendo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande e previa verifica della documentazione acquisita. Lo stesso termine vale per comunicare eventuali motivazione di rigetto della richiesta di incentivo.
