L’auto ibrida è l’auto del presente

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E’ vero, il futuro è delle auto full-electric, ma nel presente sembra affermarsi la scelta delle auto ibride.
Sembrerebbe una parziale rinuncia, quasi una mancanza di convinzione, e invece va interpretata come una normale fase di transizione o, se vogliamo, come una specie di test, in prospettiva della scelta definitiva di un’auto elettrica. Si, perché, avere un’auto ibrida equivale a garantirsi, dal punto di vista pratico, ma ancor più psicologicamente, un’ancora di salvataggio in caso di difficoltà a procurarsi una ricarica di energia elettrica.
E così il mercato delle auto ibride è in netta crescita, rappresentando oggi, in Italia, il 29% del mercato automotive e mostrando un trend di sviluppo anche rispetto al solo 2019.

Vantaggi di un’auto ibrida
Acquistare un’auto ibrida è innanzitutto facile, poiché i prezzi stanno diminuendo e gli incentivi stanno aumentando, di volta in volta rinnovati dal governo. Quelli in partenza a settembre riguarderanno specificamente le ibride plug-in.
Esiste poi tutta una serie di agevolazioni rilevanti per chi si sposta di frequente, attraverso provvedimenti che stanno emanando tutte le grandi città:
– accesso gratuito alle ZTL
– riduzione del costo del parcheggio in città
– esenzione dal pagamento del bollo
Certamente però, i motivi principali per acquistare un’auto ibrida si identificano nell’evidente risparmio per quanto riguarda i consumi e nella sostenibilità per la riduzione delle emissioni inquinanti che, nei casi in cui il motore principale è elettrico, diventano pari a zero.

Quale la migliore?
Esistono attualmente 3 tipologie di auto con tecnologie ibride: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Cerchiamo di capire quali sono le differenze tra i tre motori.

Motore mild hybrid
È la tecnologia che unisce motore termico e motore elettrico, con quello elettrico che cattura l’energia quando l’auto decelera o rallenta e la utilizza per supportare il motore termico, soprattutto in fase di ripartenza, quando ha bisogno di maggiore spinta. In tal modo si riducono i consumi e, di conseguenza, si abbassano le emissioni nocive.

Motore full hybrid
In questo caso, il motore elettrico consente all’auto di viaggiare per pochi chilometri in modalità completamente elettrica. Come anche per il mild hybrid, il motore full hybrid recupera energia in decelerazione e frenata per alimentare continuamente la parte elettrica. Proprio per il tipo di funzionamento, è utile in città, laddove si percorrono pochi chilometri in continua ripartenza, frenate e rallentamenti. Per questo è il preferito dai tassisti.

Motore plug-in hybrid
E’ il motore meno inquinante in quanto associato ad un motore termico grazie ad una batteria che permette alla macchina di percorrere circa 50 chilometri in elettrico. Le auto plug-in hybrid, in termini di consumi, sono quelle che inquinano di meno. Sono dotate di una presa di corrente che permette di ricaricare le batterie agli ioni di litio da una comune rete elettrica 230 volts o da una colonnina pubblica di ricarica per auto elettriche.


Autobus elettrici: tutti e subito?

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In realtà la proposta è facile a dirsi ma non a realizzarsi.
Sicuramente tra gli obiettivi dell’Italia in vista di Agenda 2030, vi è l’aumento della mobilità sostenibile che deve necessariamente passare attraverso un aggiornamento del parco veicolare della Pubblica Amministrazione. La P.A. dispone di circa 50.000 autobus, in buona parte obsoleti ed inquinanti, che potrebbero essere sostituiti da flotte elettrificate, svecchiando e decarbonizzando il trasporto pubblico.
Al tempo stesso, si andrebbe incontro al SDG7 che punta all’aumento della quota di energie rinnovabili in uso e al SDG11 per la realizzazione di città e comunità sostenibili, il cui sotto-obiettivo 11.2 prescrive proprio l’accesso a “sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti,… in particolare ampliando i mezzi pubblici…”.

I vantaggi
Poter disporre di una rete di trasporto pubblico al 100% elettrica porterebbe vantaggi enormi per l’ambiente e per le casse degli enti:

  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • Riduzione dell’inquinamento acustico
  • Riduzione delle vibrazioni e quindi maggiore comfort per i passeggeri durante il viaggio
  • Disponibilità di mezzi nuovi, più sicuri, affidabili ed efficienti
  • Abbassamento dei costi operativi rispetto ai diesel
  • Diminuzione del costo di ricarica rispetto a quello dei carburanti tradizionali

Senza contare poi le ricadute occupazionali che potrebbero riguardare l’intera filiera attivabile a livello locale per la manutenzione dei veicoli elettrici e delle batterie e l’impulso che si darebbe all’ampliamento della rete delle stazioni di ricarica elettrica, fruibili anche da altri veicoli, ancorché pubbliche. Gli enti pubblici potrebbero beneficiare di un notevole ritorno di immagine come amministrazione moderna e sensibile alle tematiche ambientali e incentivare all’utilizzo dei mezzi pubblici, con ricadute positive sulla vivibilità delle città.

Ma la proposta non è, nella pratica, così semplice come sembra.

I costi
Bisogna considerare, prima di tutto, l’elevato costo degli autobus elettrici, sul quale pesa quasi per il 50% il costo della batteria. Semplificando, si può dire che esistono due diverse categorie di mezzi elettrici alimentati a batteria:

  • a lungo raggio, dotati di pacchi batteria più grandi per massimizzare l’autonomia, in termini di tempo/km percorsi. Questi autobus vengono ricaricati una o due volte al giorno a bassa potenza e il tempo per una ricarica completa può arrivare fino a 8 ore o più;
  • a ricarica fast, con pacchi batteria più piccoli in grado di ricaricare frequentemente e ad alta potenza. La ricarica è necessaria più volte al giorno e pertanto tali e-bus richiedono una rete di colonnine capillare e ragionata, ma potrebbero anche funzionare a tempo indeterminato, senza doversi fermare per una ricarica completa.

Sebbene l’aumento dell’interesse del mercato stia contribuendo a ridurre i prezzi dei mezzi, i costi rimangono ancora proibitivi. Verò è però che, d’altro canto, i costi operativi di alimentazione e di manutenzione possono ripagare piuttosto velocemente l’investimento effettuato.

Purtroppo, ad oggi, solo il 5,4% degli autobus pubblici in circolazione è a zero emissioni, nonostante la distanza tra i rispettivi costi d’acquisto si sia ridotta moltissimo: un elettrico costa 400 mila euro contro i 250 mila di un diesel.

Esperienze e proposte
I 2 Green Airport Bus di Malpensa, progetto realizzato da Arriva Italia in collaborazione con SEA, rappresentano la prima flotta di e-bus in servizio attivo che effettua il trasporto dei passeggeri tra i terminal dell’aeroporto e verso il punto di gestione delle merci aeree. Gli autobus sono dotati di un pacco batteria da 85 kWh e si ricaricano da una stazione di ricarica rapida da 300 kW e da postazioni per ricarica notturna mediante cavo in grado di caricare due autobus contemporaneamente a 30 kW, oppure un autobus a 60kW. Una prima esperienza in un ambito circoscritto che rappresenta comunque un esempio ed una sorta di sperimentazione.

La realtà però è che, oltre a poter contare sugli incentivi previsti dai diversi DL di epoca pandemica, la Pubblica Amministrazione non si trova in condizione di poter sostituire in blocco le intere flotte di mezzi pubblici. Potrebbe quindi acquistare soltanto pochi mezzi, mantenendo in circolazione autobus vecchi ed inquinanti, con scarso beneficio in termini globali per l’ambiente. Uno studio condotto da PTV Group e ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) prospetta una soluzione di graduale transizione: l’acquisto di autobus diesel Euro VI più economici garantirebbe una forte riduzione delle emissioni e lascererebbe più budget per rinnovare man mano la flotta esistente. Il passaggio diretto ad una flotta completamente elettrica è poco realistico, per cui l’Italia potrebbe seguire una politica di rinnovamento progressivo, ottimizzando intanto la qualità del servizio e la riduzione delle emissioni, senza superare i budget.

Fonti
https://www.motus-e.org/ – Autobus elettrici nel trasporto pubblico. Un vademecum.
https://www.autobusweb.com/  Bus a Malpensa da maggio entrano in servizio i bus elettrici
Repubblica – Un bus chiamato desiderio. E’ l’elettrico, che in Italia non passa mai
https://blog.ptvgroup.com/it – Trasporto sostenibile: gli autobus elettrici sono la risposta? di Veronica Baeli

Foto
Zhong Peng da Pixabay
Heye Jensen – Tolu Olarewaju da Unsplash