Come difendersi dal caro bollette

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Si parla da qualche tempo di “transizione ecologica”, ovvero la decisione di trasformare il nostro sistema produttivo generale in un modello che basa il suo sviluppo sulla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica.
E’ naturale poi che si finisca per collegare l’aumento esagerato delle bollette energetiche più che ad una transizione, per sua definizione graduale, ad un terremoto improvviso.

Qual’è la causa reale di questo rincaro?
Stando a quanto fanno sapere dal Governo, il prezzo del gas a livello internazionale è aumentato. La crisi legata alla pandemia degli ultimi anni sembra essersi fermata e le aziende riprendono la produzione, facendo lievitare la richiesta di energia. Inoltre, è stato fissato un aumento del prezzo delle emissioni di anidride carbonica, ai fini della decarbonizzazione, che ricade, in maniera consistente, in capo alle aziende energetiche che vedono aumentare i costi di produzione.
E’ bene sicuramente per i cittadini essere informati e cercare di capire cosa succede a livello macroeconomico e cosa ci costa la transizione energetica. Nulla cambia però rispetto alle difficoltà di chi vede crescere la spesa per luce e gas in maniera esponenziale.
Il Ministro della Transizione, Cingolani, in un’intervista a IlSole24Ore, si è impegnato a mitigare questi aumenti a favore delle famiglie. Ma per quanto tempo? Si tratta di un intervento risolutivo?

Il mercato libero può essere d’aiuto?
In attesa di maggiore chiarezza in merito, la speranza è che, oltre alla politica che può fare la sua parte, ci sia un vantaggio dall’avvento del mercato libero. Questo aumento potrebbe configurare il momento giusto per scegliere un operatore del mercato libero, approfittando delle offerte a prezzo fisso in modo da tutelarsi rispetto all’andamento ballerino del mercato. Tra i fornitori di energia è in atto una competizione per rendere più appetibili le loro proposte ai cittadini e alle imprese, di cui conviene approfittare.
Attraverso la rete di Galdieri Energy, con Smart Agency offriamo a tutti una consulenza gratuita per confrontare le offerte dei principali operatori energetici e generare un preventivo gas e luce personalizzato.
Contattaci.

 

Fonti
https://www.ilsole24ore.com/art/cingolani-prossimo-trimestre-bolletta-elettrica-aumentera-40percento


Mercato tutelato e mercato libero: cosa cambia davvero per i consumatori?

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Servizio di Maggior Tutela
E’ il regime tariffario stabilito da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), la quale fissa il prezzo di luce e gas e lo cambia trimestralmente a seconda dell’andamento dei prezzi del mercato.
Mercato libero
Il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere e quando eventualmente cambiarlo, scegliendo l’offerta che ritiene più interessante e conveniente.

Con il Decreto Milleproroghe, la chiusura del mercato tutelato è slittata ulteriormente, fissando al 1° gennaio 2023 il passaggio obbligatorio per le famiglie al mercato libero. Naturalmente, in qualsiasi momento è già possibile scegliere il nuovo fornitore: sarà il nuovo venditore ad attivare la procedura di passaggio (switching) e il recesso dal vecchio contratto.
E cosa succede se si arriva alla fine del mercato tutelato senza aver scelto un nuovo fornitore?
Si entra nel Servizio a Tutele Graduali che garantisce la continuità della fornitura, in modo che i clienti finali non subiscano alcuna interruzione nell’erogazione del servizio durante il periodo necessario a trovare una nuova offerta. L’assegnazione avviene in automatico al fornitore che si è aggiudicato il servizio nell’area geografica di riferimento, con la possibilità comunque per il consumatore di poter cambiare fornitore in qualsiasi momento e senza preavviso.
Fino ad oggi, si è rilevato che statisticamente chi sta passando al mercato libero sceglie, per oltre il 50%, di restare con lo stesso venditore che esercita anche la maggior tutela, o con un collegato, contribuendo così a mantenere il vantaggio competitivo nell’acquisire clienti per i gruppi che operano anche nel servizio di maggior tutela.

La nostra consulenza
Smart Agency, agenzia affiliata a Galdieri Energy, offre, attraverso i propri professionisti dell’energia, un servizio di informazione tecnica e di analisi delle condizioni contrattuali relativi alle forniture di energia elettrica e di gas naturale di cui si è titolari. Vi aiuta in questo modo a confrontare le offerte dei vari fornitori con semplicità e immediatezza per scegliere quella più conveniente e adatta alle proprie esigenze di consumo.
Il servizio è completamente gratuito.

www.arera.it


La rete delle stazioni di ricarica elettrica in Italia

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A che punto è la diffusione delle stazioni di ricarica elettrica?
Come sono dislocate rispetto alla pianificazione di un lungo viaggio?
Quale tipo di ricarica offrono? Sono realmente attive?

Sono le domande alla base della cosiddetta “range anxiety”, ovvero l’ansia da autonomia che rischia di scoraggiare la diffusione delle auto elettriche o di relegarla al solo contesto urbano. I dati riportati da Motus-E, Associazione di filiera nata con l’obiettivo di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, fotografano la situazione a dicembre 2020: 19.324 punti di ricarica sparsi per il nostro paese, dislocati in 9.709 stazioni accessibili al pubblico, con una crescita del 39% su base annua.
Di questi, il 21% risulta non attivo per mancato allacciamento alla rete elettrica o in attesa di autorizzazione. Sempre secondo i dati dell’Associazione, il 96% delle stazioni è a potenza standard ed il rimanente 4% si divide tra colonnine veloci e ultra-fast.

Non manca, come sempre sul fronte dello sviluppo infrastrutturale ed economico, un forte divario tra nord e sud del paese, con il settentrione che concentra il 57% delle stazioni esistenti e con il predominio assoluto della Lombardia in quanto a punti di ricarica attivi. Certamente, lo sviluppo della mobilità elettrica in generale non può non passare per uno sviluppo capillare della rete di ricarica, soprattutto di quella pubblica, così come sarebbe auspicabile intervenire per agevolare l’installazione di infrastrutture di ricarica private.

Anche qui, Motus-E individua quelle che considera le azioni necessarie per dare un impulso sostanziale alla situazione:

  • semplificare l’iter burocratico per l’installazione delle colonnine
  • velocizzare i tempi di allaccio da parte dei distributori dell’energia
  • attivare un Fondo per lo sviluppo di una rete nazionale di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico
  • investire nel settore automotive per la riconversione dei lavori coinvolti nella trasformazione di veicoli e infrastrutture elettriche (componentistica elettrica ed elettronica, digitalizzazione di mezzi e C-ITS, piattaforme SW per nuovi servizi).


Autobus elettrici: tutti e subito?

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In realtà la proposta è facile a dirsi ma non a realizzarsi.
Sicuramente tra gli obiettivi dell’Italia in vista di Agenda 2030, vi è l’aumento della mobilità sostenibile che deve necessariamente passare attraverso un aggiornamento del parco veicolare della Pubblica Amministrazione. La P.A. dispone di circa 50.000 autobus, in buona parte obsoleti ed inquinanti, che potrebbero essere sostituiti da flotte elettrificate, svecchiando e decarbonizzando il trasporto pubblico.
Al tempo stesso, si andrebbe incontro al SDG7 che punta all’aumento della quota di energie rinnovabili in uso e al SDG11 per la realizzazione di città e comunità sostenibili, il cui sotto-obiettivo 11.2 prescrive proprio l’accesso a “sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti,… in particolare ampliando i mezzi pubblici…”.

I vantaggi
Poter disporre di una rete di trasporto pubblico al 100% elettrica porterebbe vantaggi enormi per l’ambiente e per le casse degli enti:

  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • Riduzione dell’inquinamento acustico
  • Riduzione delle vibrazioni e quindi maggiore comfort per i passeggeri durante il viaggio
  • Disponibilità di mezzi nuovi, più sicuri, affidabili ed efficienti
  • Abbassamento dei costi operativi rispetto ai diesel
  • Diminuzione del costo di ricarica rispetto a quello dei carburanti tradizionali

Senza contare poi le ricadute occupazionali che potrebbero riguardare l’intera filiera attivabile a livello locale per la manutenzione dei veicoli elettrici e delle batterie e l’impulso che si darebbe all’ampliamento della rete delle stazioni di ricarica elettrica, fruibili anche da altri veicoli, ancorché pubbliche. Gli enti pubblici potrebbero beneficiare di un notevole ritorno di immagine come amministrazione moderna e sensibile alle tematiche ambientali e incentivare all’utilizzo dei mezzi pubblici, con ricadute positive sulla vivibilità delle città.

Ma la proposta non è, nella pratica, così semplice come sembra.

I costi
Bisogna considerare, prima di tutto, l’elevato costo degli autobus elettrici, sul quale pesa quasi per il 50% il costo della batteria. Semplificando, si può dire che esistono due diverse categorie di mezzi elettrici alimentati a batteria:

  • a lungo raggio, dotati di pacchi batteria più grandi per massimizzare l’autonomia, in termini di tempo/km percorsi. Questi autobus vengono ricaricati una o due volte al giorno a bassa potenza e il tempo per una ricarica completa può arrivare fino a 8 ore o più;
  • a ricarica fast, con pacchi batteria più piccoli in grado di ricaricare frequentemente e ad alta potenza. La ricarica è necessaria più volte al giorno e pertanto tali e-bus richiedono una rete di colonnine capillare e ragionata, ma potrebbero anche funzionare a tempo indeterminato, senza doversi fermare per una ricarica completa.

Sebbene l’aumento dell’interesse del mercato stia contribuendo a ridurre i prezzi dei mezzi, i costi rimangono ancora proibitivi. Verò è però che, d’altro canto, i costi operativi di alimentazione e di manutenzione possono ripagare piuttosto velocemente l’investimento effettuato.

Purtroppo, ad oggi, solo il 5,4% degli autobus pubblici in circolazione è a zero emissioni, nonostante la distanza tra i rispettivi costi d’acquisto si sia ridotta moltissimo: un elettrico costa 400 mila euro contro i 250 mila di un diesel.

Esperienze e proposte
I 2 Green Airport Bus di Malpensa, progetto realizzato da Arriva Italia in collaborazione con SEA, rappresentano la prima flotta di e-bus in servizio attivo che effettua il trasporto dei passeggeri tra i terminal dell’aeroporto e verso il punto di gestione delle merci aeree. Gli autobus sono dotati di un pacco batteria da 85 kWh e si ricaricano da una stazione di ricarica rapida da 300 kW e da postazioni per ricarica notturna mediante cavo in grado di caricare due autobus contemporaneamente a 30 kW, oppure un autobus a 60kW. Una prima esperienza in un ambito circoscritto che rappresenta comunque un esempio ed una sorta di sperimentazione.

La realtà però è che, oltre a poter contare sugli incentivi previsti dai diversi DL di epoca pandemica, la Pubblica Amministrazione non si trova in condizione di poter sostituire in blocco le intere flotte di mezzi pubblici. Potrebbe quindi acquistare soltanto pochi mezzi, mantenendo in circolazione autobus vecchi ed inquinanti, con scarso beneficio in termini globali per l’ambiente. Uno studio condotto da PTV Group e ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) prospetta una soluzione di graduale transizione: l’acquisto di autobus diesel Euro VI più economici garantirebbe una forte riduzione delle emissioni e lascererebbe più budget per rinnovare man mano la flotta esistente. Il passaggio diretto ad una flotta completamente elettrica è poco realistico, per cui l’Italia potrebbe seguire una politica di rinnovamento progressivo, ottimizzando intanto la qualità del servizio e la riduzione delle emissioni, senza superare i budget.

Fonti
https://www.motus-e.org/ – Autobus elettrici nel trasporto pubblico. Un vademecum.
https://www.autobusweb.com/  Bus a Malpensa da maggio entrano in servizio i bus elettrici
Repubblica – Un bus chiamato desiderio. E’ l’elettrico, che in Italia non passa mai
https://blog.ptvgroup.com/it – Trasporto sostenibile: gli autobus elettrici sono la risposta? di Veronica Baeli

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Aperto il primo Galdieri Energy Point a Lancusi

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Da oggi tutti i nostri servizi sono disponibili presso il primo Point affiliato, aperto nel centro di Lancusi, il paese dove la nostra attività storicamente è nata.
Potrete trovare assistenza per la scelta del migliore contratto di fornitura di energia elettrica e gas per uso domestico e per aziende, fornitura delle Carte carburante IP Plus con relativa consulenza del parco veicolante, informazioni sulle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

+servizio +vantaggi

Point Galdieri Energy
via Fratelli Napoli, 11-13-15 Loc. Lancusi – Fisciano SA


Ecobonus e altri incentivi per acquisto di auto elettriche

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Oltre 700 milioni di euro saranno erogati ai cittadini che sceglieranno la mobilità “green”, grazie agli incentivi distribuiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Con l’incentivo si potrà acquistare un’auto M1, un motociclo L1 oppure un veicolo commerciale N1.

“Ai contributi già previsti dalla Legge di Bilancio 2019 e dai successivi DL Rilancio 2020 e DL Agosto 2020, si aggiungono ulteriori risorse stanziate per il fondo automotive con la Legge di Bilancio 2021. In particolare, i contributi concessi per le fasce di emissioni 0-20 g/km e 21-60 g/km sono rifinanziati con ulteriori 120 milioni di euro per tutto il 2021, portando l’ammontare odierno a 390 milioni di euro, essendo 270 milioni già stanziati. A queste risorse potranno aggiungersi i residui degli anni precedenti. Questa la suddivisione degli incentivi:
– 0-20 g/km: 6.000 euro con rottamazione e 4.000 senza rottamazione
– 21-60 g/km: 2.500 euro con rottamazione e 1.500 senza rottamazione

Alle medesime due fasce potranno aggiungersi 2.000 euro con rottamazione e 1.000 senza rottamazione fino al 31 dicembre 2021, ed in tal caso è anche previsto uno sconto praticato dal venditore pari ad almeno 2.000 euro o 1.000 euro a seconda che sia presente o meno la rottamazione”.

Se agli incentivi del MISE si sommano poi i contributi per la rottamazione e le iniziative a favore della mobilità sostenibile proposte da alcune Regioni, come ad esempio la Lombardia, si potrà quest’anno acquistare un veicolo “green” ad un prezzo davvero accessibile.

ecobonus.mise.gov.it


Superbonus installazione colonnine di ricarica elettrica

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Introdotto con il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020 convertito in L. n. 77 del 17 luglio 2020), il Superbonus è un’agevolazione concessa sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi relativi al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, compresa l’installazione delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

L’obiettivo è incentivare la mobilità elettrica, facendo in modo che sia sempre più semplice ricaricare l’auto o la moto, addirittura in spazi privati, nel proprio posto auto in condominio o comunque presso l’abitazione. In dettaglio, possono accedervi:

  • Condomini
  • Persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento
  • Istituti autonomi case popolari (IACP)
  • Onlus e associazioni di volontariato
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche

Come funziona
Il Superbonus eleva al 110% l’aliquota di detrazione che è possibile richiedere, a patto che l’installazione della stazione di ricarica avvenga congiuntamente ad uno degli interventi trainanti.
E’ possibile richiedere la fruizione diretta della detrazione oppure richiedere un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori che recupereranno l’importo sottoforma di credito d’imposta cedibile anche a intermediari finanziari o istituti di credito. In alternativa, si può usufruire anche direttamente del credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Caratteristiche della stazione di ricarica
Le colonnine di ricarica devono essere:

  • di potenza standard che consente il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico, di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni private;
  • non accessibile al pubblico, cioè l’accesso deve essere riservato esclusivamente ai residenti.
Foto freepik di senivpetro


E' PRIMA 500: la nuova citycar elettrica FIAT

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Berlina, Cabrio e la sorprendente 3+1: è arrivata la prima auto elettrica nata in casa FIAT, con tanto di etichetta celebrativa che ricorderà come sia stata “La Prima”.
Dal 1957 ad oggi, l’auto iconica per eccellenza di Fiat si rinnova ancora una volta ed è proprio quella che si proietta verso il futuro della mobilità completamente ecosostenibile, con un design estremamente curato ed un equipaggiamento tecnologico avanzato.
Con colonnine fast charge, si ricarica in 5 minuti per percorrere 50 km, proponendosi come il veicolo ideale per muoversi in città.

 

https://www.fiat.it/mobilita-elettrica