Rete di ricarica pubblica: un’opportunità da sfruttare

colonnine elettriche

Il principale ostacolo alla diffusione dei veicoli elettrici sembra essere ancora legato all’insufficienza della rete di distribuzione delle stazioni di ricarica. La vera e propria svolta, al di là dell’impegno dei privati, potrebbe essere certamente l’implementazione di colonnine pubbliche, un investimento che le Amministrazioni, ai vari livelli, dovrebbero considerare un’opportunità più che un obbligo.

Obiettivo turismo

Le colonnine di ricarica sono segnalate sui navigatori e disegnano un percorso obbligato per chi viaggia alimentato dall’elettricità. Quindi, possedere sul proprio territorio stazioni di ricarica è di per sé una spinta al convogliamento di presenze presso un Comune piuttosto che un altro. La mappa delle colonnine guida chi è di passaggio, chi è in viaggio per vacanza o lavoro, a fare tappa in un dato luogo per il rifornimento, diventando opportunità per attrarre l’attenzione sulle cose da visitare, da fare o sui prodotti da assaggiare o acquistare.

Obiettivo economico
La vendita di energia elettrica può generare un margine di guadagno per l’Ente, dato che aggiungere un margine sul costo è di per sé connaturato al servizio offerto. L’Ente pubblico potrebbe così creare un nuovo flusso di entrate per le casse pubbliche con il quale finanziare la realizzazione o il miglioramento di altri servizi ai cittadini.

Obiettivo normativo
Fermo restando che “l’attività di ricarica pubblica dei veicoli elettrici è un’attività da svolgere in regime di concorrenza”, così come si legge nel testo del PNIRE (Piano Nazionale Infrastruttura Ricarica Elettrica), lo stesso documento fissa gli incentivi alla installazione delle colonnine, validi sia per i privati che per gli Enti pubblici. In più, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti promuove
“la stipulazione di appositi accordi di programma al fine di concentrare gli interventi nei singoli contesti territoriali in funzione delle effettive esigenze, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati, ivi comprese le società di distribuzione dell’energia elettrica. …..il Ministero partecipa al cofinanziamento, fino a un massimo del 50 per cento delle spese sostenute per: l’acquisto e per l’installazione degli impianti, dei progetti presentati dalle regioni e dagli enti locali relativi allo sviluppo delle reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli nell’ambito degli accordi di programma”.
In altre parole, gli Enti sono invitati ad approvare e pubblicare appositi Avvisi o Manifestazioni di interesse ed a selezionare, tra tutte le proposte provenienti dal territorio, anche in collaborazione con soggetti privati, progetti meritevoli del finanziamento PNIRE.

Esperienze
L’installazione di punti di ricarica può essere un modo di offrire servizi ai cittadini, ad esempio mettendo a disposizione dei residenti tariffe agevolate per la ricarica o offrendo altri tipi di incentivi all’uso di veicoli elettrici. E’ il caso di città come Napoli, Verona, Milano, per citarne qualcuna tra le prime ad avere aperto al transito le ZTL o ad avere adibito a parcheggio gratuito gli stalli dedicati.

https://www.mit.gov.it/


Come scegliere la tua nuova auto elettrica?

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A partire dal 2025 ed entro il 2030, le case automobilistiche produrranno soltanto auto con motori elettrici.
Le dichiarazioni ufficiali arrivano dalle più famose aziende produttrici, cui si affiancano anche i produttori di city car che, nei fatti, stanno lavorando da tempo sullo stesso fronte, presentando al mercato modelli sempre più innovativi ed efficienti.

Auto di lusso
Ora scegliere la propria auto elettrica non sarà facile, vista la gamma estremamente variegata offerta. E se fino a poco tempo fa Tesla poteva decidere il bello e il cattivo tempo nel segmento delle auto elettriche di lusso, l’arrivo di Mercedes, Audi e Porsche potrebbe iniziare a creare vera competizione e portare ad un abbassamento dei prezzi e ad un miglioramento della qualità.
Se la scelta poi si basa, ad esempio, sull’autonomia delle batterie, allora la scena è riservata a Mercedes EQS, un’auto da record con un’autonomia di 770 km, oltre ad una dotazione hi-tech e alla tradizionale eleganza che contraddistingue il marchio da sempre. Poco sotto si piazzano alcuni tra i modelli Tesla e ad un’autonomia di 610 km arriva invece la Ford Mustang Mach-E, dal nome fortemente evocativo di ben altri miti del passato.
A seguire troviamo le Volkswagen ID.3 e ID.4 con autonomie rispettive di 541 e 520 km e i modelli Skoda, Kia, Nissan, Hyundai, passando così dalle classiche e supersportive al segmento dei Suv.

City car
Non tutti potranno orientare la propria scelta tra le regine del mercato e dovranno guardare al segmento, altrettanto innovativo e interessante, delle city car.
Prendiamo ad esempio Fiat 500 elettrica EV, spinta da un motore da 118 CV (87 kW) alimentato da un pacco di batterie al litio da 42 kWh. L’autonomia dichiarata è di 320 km e raggiunge una velocità massima di 150 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 9 secondi. Per ricaricare la batteria vi sono diverse possibilità a seconda dell’uso di corrente monofase o trifase. La 500e carica più velocemente anche in corrente continua DC sulle colonnine Fast Charge ed arriva fino ad un massimo di 85 kW. In questo modo si recuperano 50 km di autonomia in appena 5 minuti e l’80% in 35 minuti, utilizzando la ricarica rapida attraverso la presa CCS Combo 2.

Come scegliere?
Il mercato è già attivo e l’offerta molto diversificata: sul web, diversi siti presentano modelli e caratteristiche e forniscono informazioni tecniche e prezzi di listino. Per una prima conoscenza del mercato, sono decisamente utili.
E dopo? Cominciate a pensare alla vostra nuova auto elettrica, abituatevi all’idea, acquisite una mentalità focalizzata sulla tutela dell’ambiente. E poi scegliete. L’elettrico futuro è già qui!


Ricarica “homemade”: come diventare autonomi nell’alimentazione della propria auto elettrica

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Parliamoci chiaro: oggi l’auto elettrica non è soltanto ecologica, facile da gestire, economica e silenziosa, ma è anche e soprattutto di tendenza, fashion e innovativa. E allora cosa ne frena la diffusione nel mercato?
Probabilmente è la “range anxiety” o ansia da autonomia, che è quel che genera la sindrome antielettrica. L’idea di poter restare privi di energia blocca la possibilità di sentirsi liberi di uscire, di programmare i propri spostamenti, di girare per la città ed essere tranquilli anche se si sbaglia strada, di partire per una vacanza on the road. La percorrenza media si aggira intorno ai 150 km e la rete delle colonnine di ricarica sul territorio è ancora insufficiente. Allora non resta che ricaricare la propria auto elettrica in casa, senza vincoli, senza problemi di tempo e soprattutto senza ansie.
E dal 1 luglio anche con minori costi.

Ricaricare in casa conviene
Arera (Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente) ha avviato, in via sperimentale, un’iniziativa tesa ad offrire a tutti i clienti connessi in bassa tensione, la possibilità di accedere ad una maggiore disponibilità di potenza, prelevabile nella fascia oraria notturna/festiva, a parità di spesa. L’agevolazione è riservata ai possessori di auto elettrica o ibrida plug-in che dimostrino di effettuare la ricarica a casa.
L’iniziativa rientra in un programma più ampio che Arera sta approntando, in considerazione del fatto che la diffusione dei veicoli elettrici avrà inevitabili riflessi sull’evoluzione del sistema elettrico nazionale. Maggiori prelievi e nuovi usi della rete elettrica richiedono senza dubbio interventi di ampliamento e modernizzazione per assorbire l’impatto inevitabile che le ricariche delle auto genereranno.
Intanto, richiedere l’agevolazione è semplice: è sufficiente fare domanda sul sito del Gse (Gestore servizi energetici) a partire dal 3 maggio 2021 e fino al 30 aprile 2023, senza dover passare dal proprio fornitore di energia elettrica e, dunque, senza dover sostenere costi fissi aggiuntivi. Grazie a questa novità, il Gse ha calcolato un risparmio stimato per i consumatori che va da 60 a oltre 200 euro l’anno.

Come scegliere la Wallbox?
Di Wallbox per la ricarica in casa se ne trovano di tutti i modelli, prezzi e caratteristiche.
Fare la scelta giusta significa soprattutto scegliere un prodotto di qualità, che non abbia bisogno di manutenzione, che sia pratico da installare, facile da utilizzare. Le Wallbox Galdieri Energy possiedono tutte queste caratteristiche, cui si aggiungono la garanzia di serietà e l’assistenza totale offerte dalla nostra azienda.
Per ogni installazione, Galdieri Energy offre totale supporto delle fasi di progettazione, installazione, avviamento e manutenzione della stazione di ricarica elettrica. Il nostro primo impegno è consigliare nella scelta della migliore soluzione per ciascuna esigenza, sulla base di sopralluoghi e valutazioni specifiche. Ci occupiamo inoltre della richiesta di tutte le autorizzazione necessarie per l’installazione delle colonnine e dell’adeguamento dell’impianto elettrico. Infine, possiamo svolgere le pratiche per la richiesta degli incentivi e del credito d’imposta, assistendo il cliente nell’ottenimento delle agevolazioni previste dallo Stato. Attualmente, infatti, l’acquisto e l’installazione di una wallbox sono incentivati con una detrazione fiscale del 50%, applicata fino a un importo massimo di spesa di 3.000 euro. La percentuale può salire addirittura al 110%, nel caso in cui gli interventi siano effettuati nell’ambito di opere rivolte all’efficientamento energetico, grazie all’ecobonus edilizio.


Intervista a Roberto Galdieri, General Manager di Galdieri Petroli

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Dalle parole di Roberto Galdieri, General Manager di Galdieri Petroli, azienda che gestisce il marchio “Galdieri Energy”.
Da dove parte il progetto, cosa offre oggi e quale è la direzione per il domani. La mobilità sostenibile è l’obiettivo da raggiungere e la creazione di una rete capillare di stazioni di ricarica è la chiave principale per aprire il mercato.


Superbonus installazione colonnine di ricarica elettrica

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Introdotto con il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020 convertito in L. n. 77 del 17 luglio 2020), il Superbonus è un’agevolazione concessa sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi relativi al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, compresa l’installazione delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

L’obiettivo è incentivare la mobilità elettrica, facendo in modo che sia sempre più semplice ricaricare l’auto o la moto, addirittura in spazi privati, nel proprio posto auto in condominio o comunque presso l’abitazione. In dettaglio, possono accedervi:

  • Condomini
  • Persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento
  • Istituti autonomi case popolari (IACP)
  • Onlus e associazioni di volontariato
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche

Come funziona
Il Superbonus eleva al 110% l’aliquota di detrazione che è possibile richiedere, a patto che l’installazione della stazione di ricarica avvenga congiuntamente ad uno degli interventi trainanti.
E’ possibile richiedere la fruizione diretta della detrazione oppure richiedere un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori che recupereranno l’importo sottoforma di credito d’imposta cedibile anche a intermediari finanziari o istituti di credito. In alternativa, si può usufruire anche direttamente del credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Caratteristiche della stazione di ricarica
Le colonnine di ricarica devono essere:

  • di potenza standard che consente il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico, di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni private;
  • non accessibile al pubblico, cioè l’accesso deve essere riservato esclusivamente ai residenti.
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