Per avere una colonnina di ricarica privata

Nuovi incentivi per l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici in aree private e condominiali. Un apposito Dpcm per il settore automotive ha destinato 50 milioni di euro per il 2022 e 350 milioni per ogni anno dal 2023 al 2030 per finanziare la dotazione di colonnine di potenza standard.

Come si installa una colonnina di ricarica in area privata

Al momento, in Italia le colonnine disponibili ed attive sono poco più di 30.000, ma il dato più interessante è che la tendenza stimata vede una preferenza per l’effettuazione delle operazioni di ricarica, per circa l’80%, a casa o sul posto di lavoro. E’ evidente come, chi possiede un veicolo elettrico, sceglie di ricaricarlo nei luoghi dove trascorre la maggior parte del tempo. Ma se installare una colonnina di ricarica nella casa di proprietà è un’operazione piuttosto semplice, l’iter può essere un po’ più articolato per chi vive in un condominio.
Se la colonnina va collocata in area comune, la decisione deve essere votata dall’assemblea condominiale, a meno che il singolo condomino che la propone non si faccia carica di tutte le spese di installazione. Se le spese vanno condivise, occorre coinvolgere soltanto i condomini che effettivamente andranno ad utilizzare la colonnina, mentre per la spesa di consumo di energia elettrica, ognuno potrà gestire comodamente le sue spese.
Può essere poi utile tenere conto delle esigenze attuali e future dei condomini, acquisendo ad esempio delle soluzioni scalabili che possano essere potenziate nel tempo. Non è richiesta nessuna autorizzazione specifica da parte delle autorità pubbliche in quanto non servono permessi né da parte del Comune né da altro ente locale. L’unica limitazione sta nel numero massimo di punti di ricarica installabili nelle parti comuni di un condominio, che non può superare la totalità delle unità immobiliari presenti nello stesso.

Bonus agevolazione

Il contributo pubblico è pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera, nel limite massimo di 1.500 euro per richiedente e di 8.000 in caso di installazione su parti comuni di edifici condominiali.
Il limite di spesa fissato è di 40 milioni di euro, provenienti dalle risorse del Fondo automotive. I fondi sono suddivisi tra il 70% ai Contratti di sviluppo e il restante 30% agli Accordi per l’innovazione. Presente nel decreto anche il perimetro delle attività, ricomprese nei programmi di investimento, che possono essere oggetto di agevolazione.