Come e perchè ad Energymed 2022

colonnine elettriche

La partecipazione ad EnergyMed 2022di quest’anno è stata per la nostra azienda molto diversa dall’esperienza pur positiva dell’ultima edizione in presenza, che risaliva al 2019.
L’abbiamo vissuta come una ripartenza della socialità, come la vera riapertura della vita professionale. E se, in questi ultimi 2 anni, abbiamo concentrato gli sforzi in direzione dell’ampliamento del nostro catalogo prodotti e della definizione dei servizi di supporto al cliente, finalmente ora è arrivato il momento di vedersi, trovarsi e tornare a comunicare dal vivo, con la grande energia che questo produce.

Carichi delle nostre progettualità e delle certezze legate alla proposta di prodotti ad alta tecnologia, in fiera abbiamo accolto numerosi visitatori, interessati e curiosi, cui abbiamo presentato le nostre colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Stazione di ricarica portatile

In particolare, grande attrattiva ha suscitato il dispositivo di ricarica portatile, utile e conveniente. Può diventare prezioso per chi sceglie la mobilità sostenibile al 100%, soprattutto muovendosi con bicicletta o moto elettrica.
Si pensi che, per quanto riguarda l’e-bike, la vita media di una batteria può arrivare fino a 500 cicli completi, ovvero può scaricarsi e ricaricarsi totalmente per 500 volte circa. Come tutti gli apparecchi elettronici, può essere ricaricata anche parzialmente. E se con il tempo si danneggia, può essere sostituita con una batteria di ricambio.
La vera libertà di movimento dell’e-bike diventa ancora più completa grazie ad una ricarica portatile che è possibile portare con sé, grazie a dimensioni e peso ridotti. Lo stesso discorso è applicabile anche all’uso di una moto elettrica, la cui ricarica tradizionale da colonnina potrebbe diventare complicata per chi non possiede un garage o uno spazio privato.

Wallbox e ricarica fast

In mostra nel nostro stand le wallbox, disponibili con potenze 3,7 – 7,4 – 11 – 22 KWH, da utilizzare, secondo le esigenze, con e senza palo di sostegno, e le colonnine di ricarica fast, adatte a chi richiede maggiRicarica fastle colonnine Galdieri Energy sono disponibili con pulsante on/off o con scheda ricaricabile RFID.


Incentivi fino al 2024 per le colonnine di ricarica

colonnine elettriche

Sarà possibile usufruire degli incentivi per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici fino al 2024.
Viene così prorogato il provvedimento precedente, scaduto al termine del 2021, sostituito dal decreto del Ministero per la Transizione Ecologica (Mite) che ha sbloccato risorse per 90 milioni. Si sostanzia così quanto preannunciato per dare spinta propulsiva alla costruzione di una reale rete di ricarica elettrica sul territorio nazionale, che faccia da supporto all’affermarsi di una mobilità sostenibile.

Fondi disponibili e requisiti per richiederli
I fondi saranno così ripartiti:

  • 80% alle imprese per finanziare acquisti inferiori a 375.000 euro;
  • 10% alle imprese per finanziare acquisti uguali o superiori a 375.000 euro;
  • 10% ai professionisti.

Alle imprese, per accedere al contributo, è richiesto di essere in regola dal punto di vista contributivo e societario, mentre i professionisti devono dimostrare un volume d’affari non inferiore a quello dell’infrastruttura di ricarica richiesta. Per chi rientra nel regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può superare i 20.000 euro.
Il contributo che copre l’acquisto e la messa in opera dell’infrastruttura di ricarica è pari al 40% delle spese ammissibili e prevede limiti massimi a seconda della potenza erogata dalla colonnina. Lo schema relativo è il seguente:

  • 2.500 euro per wallbox in AC tra i 7,4 kW e i 22 kW;
  • 8.000 euro per colonnine in AC tra i 7,4 kW e i 22 kW con due punti di ricarica;
  • 1.000 euro/kW per infrastrutture in DC fino a 50 kW;
  • 50.000 euro per colonnina in infrastrutture in DC oltre 50 kW;
  • 75.000 euro per colonnina in infrastrutture in DC oltre 100 kW.

Tra le spese ammissibili sono incluse:

  • l’acquisto e l’attivazione delle colonnine, compresi impianti elettrici, opere edili correlate e impianti di monitoraggio;
  • i costi per la connessione alla rete elettrica e di connessione per un massimale del 10%;
  • i costi di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite del 10%.

Sono escluse invece alcune spese, come imposte e tasse, acquisto di terreni, consulenze o autorizzazioni.

Come presentare le domande
La domanda potrà essere presentata online sul portale di Invitalia. Ad essa andranno allegati i documenti che dimostrano l’effettuazione dell’investimento, ovvero le copie delle fatture elettroniche e dei bonifici effettuati, il possesso delle autorizzazioni per costruire e usare le infrastrutture di ricarica, una relazione finale. Il beneficiario dovrà mantenere l’infrastruttura di ricarica per 5 anni. Inoltre dovrà conservare i documenti giustificativi, consentire eventuali controlli ed ispezioni disposte dal Ministero o da Invitalia o altri organismi competenti. Dovrà inoltre fornire i dati di funzionamento che saranno prescritti alla piattaforma PUN – Piattaforma unica nazionale, nel momento in cui sarà attivata.
Il Mite ha 120 giorni per procedere all’erogazione dei contributi, seguendo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande e previa verifica della documentazione acquisita. Lo stesso termine vale per comunicare eventuali motivazione di rigetto della richiesta di incentivo.


Ricarica elettrica più redditizia della benzina per i gestori?

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Nei prossimi anni le stazioni di ricarica elettrica diventeranno un business più redditizio delle stazioni di rifornimento dei carburanti tradizionali.
A sostenerlo è la British Petroleum che sta indirizzando in questa direzione i suoi investimenti attuali e futuri in Gran Bretagna e in Europa. A ruota poi arrivano anche Shell e Total, pur con scelte tecnologiche di livello differente.
Colpisce che ad annunciare un cambiamento profondo del mercato dei carburanti a livello internazionale siano proprio i giganti del petrolio, che vedono nei punti di ricarica elettrica la svolta economica del futuro.

Il traguardo previsto è fissato a partire dal 2025, data per la quale i grandi investitori fissano il raggiungimento di un numero sei volte maggiore di colonnine di ricarica per veicoli elettrici rispetto a quelli posseduti attualmente nelle loro reti. La scelta si indirizza prevalentemente verso le colonnine di ricarica fast e ultrafast e, di conseguenza, anche verso una clientela con buona disponibilità economica.
Ciò significa opportunità di business maggiori anche per gli altri servizi offerti dalle stazioni e aree di servizio, come gli shop e i punti ristoro.

E in Italia?

Si va molto più a rilento nel nostro Paese, laddove gli enti pubblici prima e gli altri attori possibili della rete di infrastrutture poi, stentano a tenere il passo con la diffusione delle auto full electric.
Prendiamo il caso di Milano, con gli attuali 717 punti di ricarica esistenti. Se consideriamo che la crescita delle auto elettriche in città si è triplicata dal 2019 al 2020, vediamo che invece l’installazione di colonnine di ricarica avanza molto più lentamente. A ciò si aggiunge che di recente il Tar ha accolto il ricorso di Assopetroli-Assoenergia contro il nuovo regolamento comunale sulla qualità dell’aria che prevedeva l’obbligo, per i benzinai, di installare le colonnine di ricarica.
Anche a Roma il Comune si sta impegnando per raggiungere l’obiettivo di un punto di ricarica ogni mille abitanti entro il 2024, ma sarebbero necessarie almeno tremila postazioni e non esiste un piano concreto per renderle effettive. La strategia annunciata vorrebbe semplificare l’iter per le installazioni e puntare alle periferie. Probabilmente non si farà in tempo per quella data, quando il Comune prevedeva di poter chiudere il centro alle auto diesel.
Insomma, la corsa all’installazione è iniziata, ma, come spesso accade, tra il dire e il fare…


Spot wallbox: tutta l'energia di cui hai bisogno

colonnine elettriche

Le wallbox di Galdieri Energy sono accessibili a tutti, grazie alla convenienza e alla semplicità di installazione ed utilizzo.
Pratiche e smart, possono essere impiegate nel garage di casa o in generale in spazi privati con il pulsante on/off oppure in spazi pubblici con l’attivazione di card RFid ricaricabili.

Puoi installarle qui:
aziende, hotel, ristoranti e agriturismi, centri commerciali, palestre condomini e parcheggi privati, garage privati o pubblici, stazioni di servizio, scuole, officine meccaniche, parchi giochi, centri sportivi.

Ricarica in spazi privati e pubblici per tutta l’energia di cui hai bisogno.


RFID per la ricarica dei veicoli elettrici

colonnine elettriche

Cos’è la tecnologia RFID, come funziona, come viene applicata alla ricarica delle auto elettriche.
Acronimo di Radio-Frequency IDentification, cioè identificazione a radiofrequenza, la tecnologia RFID può essere impiegata in maniera versatile in vari settori commerciali. E’ caratterizzata da una sicurezza assoluta nell’utilizzo poiché ogni microchip di silicio ospitato nel tag RFID contiene un codice univoco al mondo, che non é modificabile in alcun modo, ma solo leggibile. Ciò significa che non può essere clonato. Inoltre il tag RFID può assumere forme, dimensioni e rivestimenti vari, quindi è altamente customizzabile, può essere recuperato e può essere impiegato anche in ambienti ostici poiché resiste ad alte temperature, acqua, detergenti, polvere, solventi ed agenti chimici.

Card RFID e App
Nel caso dell’accesso alla ricarica di veicoli elettrici, l’uso di questa tecnologia consente di abilitare la carica e aprire il coperchio dove inserire la presa solamente agli utenti abilitati, cioè a chi appoggia una tessera RFID abilitata all’apposito lettore. La lettura della card, tramite avvicinamento (non contatto) con la piastra che reca il simbolo del wireless, consente di collegare il cavo dell’auto e avviare il rifornimento. In questo modo è possibile far pagare il consumo di energia elettrica necessario per la ricarica.
Le card identificano il guidatore e sono legate ad una App per smartphone che consente anche l’individuazione su mappa delle colonnine utilizzabili per la ricarica. A differenza dei normali erogatori di carburante, le colonnine per le auto elettriche non possono essere usate con bancomat, carte di credito o contanti. I pagamenti per le ricariche passano solo tramite App e relative tessere dove sono stati precedentemente inserite le informazioni di pagamento.
Le colonnine elettriche a marchio Galdieri Energy possono essere dotate di tecnologia RFID qualora vengano installate in spazi pubblici che siano parcheggi, centri commerciali, hotel e ristoranti e così via. In tal modo, possono essere impiegate per il rifornimento a pagamento e diventare veicolo di promozione per l’attività commerciale che le distribuisce, in quanto completamente personalizzabili.


Bonus per l'acquisto di colonnine: ad inizio anno le domande

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Raggiungere la quota di 108.000 punti di ricarica pubblica entro il 2030 con l’installazione di 21.400 nuove colonnine, grazie ai fondi del PNRR: è il traguardo stimato da un’analisi di condotta da Motus-E sullo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.
In arrivo i fondi che il Ministero della Transizione Ecologica (MITE) ha destinato ad imprese e professionisti, che potranno richiedere un contributo del 40%, soddisfacendo i requisiti prescritti dal Decreto.

Fondi disponibili e requisiti per richiederli
I fondi saranno così ripartiti:

  • 80% alle imprese per finanziare acquisti inferiori a 375.000 euro;
  • 10% alle imprese per finanziare acquisti uguali o superiori a 375.000 euro;
  • 10% ai professionisti.

Alle imprese, per accedere al contributo, è richiesto di essere in regola dal punto di vista contributivo e societario, mentre i professionisti devono dimostrare un volume d’affari non inferiore a quello dell’infrastruttura di ricarica richiesta. Per chi rientra nel regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può superare i 20.000 euro.

Le spese ammesse, nella percentuale indicata, seguiranno questo schema:

  • 2.500 euro per wallbox in AC tra i 7 kW e i 22 kW;
  • 8.000 euro per colonnine in AC tra i 7 kW e i 22 kW;
  • 1.000 euro/kW per infrastrutture in DC fino a 50 kW;
  • 50.000 euro per colonnina con due punti di ricarica in infrastrutture in DC oltre 50 kW;
  • 75.000 euro per colonnina con due punti di ricarica in infrastrutture in DC oltre 100 kW.

Sono escluse alcune spese, come imposte e tasse, consulenze o autorizzazioni.

La domanda potrà essere presentata online a partire dai primi mesi del 2022 sul portale di Invitalia. Ad essa andranno allegati i documenti che dimostrano l’effettuazione dell’investimento, ovvero le copie delle fatture elettroniche e dei bonifici effettuati, il possesso delle autorizzazioni per costruire e usare le infrastrutture di ricarica, una relazione finale. Il beneficiario dovrà mantenere l’infrastruttura di ricarica per 5 anni, conservare i documenti guistificativi, consentire eventuali controlli ed ispezioni disposte dal Ministero o da Invitalia o altri organismi statali competenti in materia. Dovrà inoltre fornire i dati di funzionamento che saranno prescritti alla piattaforma PUN – Piattaforma unica nazionale, nel momento in cui sarà attivata.

Cosa è possibile finanziare
Le colonnine di ricarica per poter essere ammesse al contributo devono:

  • essere nuove di fabbrica
  • avere una potenza nominale di almeno 7,4 kW
  • rispettare i requisiti tecnici che definiscono come idonee le infrastrutture di ricarica e che sono specificate nell’art. 4 della delibera Arera n. 541/2020/R/ee del 15 dicembre 2020
  • essere collocate nel territorio italiano e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari
    essere dotate di dichiarazione di conformità ai sensi del Dm 37/2008 e del preventivo di connessione accettato in via definitiva.

Non sono invece dichiarate ammissibili le spese per imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere, le consulenze eventualmente acquisite, i costi per ottenere concessioni edilizie, l’acquisto di terreni e immobili e di servizi non previsti dal bando, anche se funzionali all’installazione.

Galdieri Energy è il partner giusto per l’acquisto di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ammissibili a finanziamento. Possiamo infatti fornire infrastrutture di diversa tipologia e potenza, rispondenti alle esigenze specifiche di ogni luogo. Forniamo inoltre assistenza nell’ottenimento delle autorizzazioni e nella predisposizione della pratica per la richiesta del finanziamento stesso. Un servizio chiavi in mano erogato nella massima trasparenza e onestà, come è nello stile Galdieri.

 

Fonti
https://dait.interno.gov.it/file/47993

https://www.ticonsiglio.com/bonus-colonnine-elettriche-ricarica/

https://www.ilsole24ore.com/art/colonnine-ricarica-via-bonus-40percento-sull-installazione-AEMowes?refresh_ce=1


Le nostre Wallbox, eccellenza per tecnologia e potenza

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Ideali sia per uso privato che per spazi pubblici, le Wallbox a marchio Galdieri dispongono di un’alimentazione da 220 V a 380 V e la capacità di erogare da 3.7 Kwh a 22 Kwh in base al modello scelto. Con l’aggiunta del palo di sostegno, possono diventare “towers” ed erogare grandi potenze con costi di gestione contenuti.

 

L’esperienza GALDIERI nella MOBILITÀ
Da 3 anni Galdieri Energy lavora nel mercato della mobilità sostenibile con la vendita di colonnine per la ricarica per veicoli elettrici. Soluzioni appropriate per ogni esigenza, sono all’avanguardia dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità, veloci, facili da installare e da usare. Grande potenza, peso e dimensioni ridottissime, impensabili solo un anno fa, sono i modelli più venduti al mondo.

OTTIME PER L’INSTALLAZIONE in aziende, centri commerciali, ristoranti hotel, condomini, parcheggi privati, stazioni di servizio
Le Wallbox Galdiery Energy hanno un sistema capace di garantire l’80% di ricarica dell’auto in circa 40 minuti. Il chipset di gestione del sistema, progettato con le più grandi case automobilistiche del mondo, dialoga con la centralina dell’auto e provvede ad una ricarica sicura e veloce, con un interscambio di oltre 500 informazioni al minuto. In garage privati o pubblici, possono essere agganciate anche alla rete dei sistemi degli ascensori a 380 V nei condomini.
Le colonnine di ricarica possono essere dotate di interruttore start nel caso di utilizzo in aree private, oppure fornite di scheda RFID, eventualmente con un importo precaricato nel taglio da 100 Kwh.


Rete di ricarica pubblica: un’opportunità da sfruttare

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Il principale ostacolo alla diffusione dei veicoli elettrici sembra essere ancora legato all’insufficienza della rete di distribuzione delle stazioni di ricarica. La vera e propria svolta, al di là dell’impegno dei privati, potrebbe essere certamente l’implementazione di colonnine pubbliche, un investimento che le Amministrazioni, ai vari livelli, dovrebbero considerare un’opportunità più che un obbligo.

Obiettivo turismo

Le colonnine di ricarica sono segnalate sui navigatori e disegnano un percorso obbligato per chi viaggia alimentato dall’elettricità. Quindi, possedere sul proprio territorio stazioni di ricarica è di per sé una spinta al convogliamento di presenze presso un Comune piuttosto che un altro. La mappa delle colonnine guida chi è di passaggio, chi è in viaggio per vacanza o lavoro, a fare tappa in un dato luogo per il rifornimento, diventando opportunità per attrarre l’attenzione sulle cose da visitare, da fare o sui prodotti da assaggiare o acquistare.

Obiettivo economico
La vendita di energia elettrica può generare un margine di guadagno per l’Ente, dato che aggiungere un margine sul costo è di per sé connaturato al servizio offerto. L’Ente pubblico potrebbe così creare un nuovo flusso di entrate per le casse pubbliche con il quale finanziare la realizzazione o il miglioramento di altri servizi ai cittadini.

Obiettivo normativo
Fermo restando che “l’attività di ricarica pubblica dei veicoli elettrici è un’attività da svolgere in regime di concorrenza”, così come si legge nel testo del PNIRE (Piano Nazionale Infrastruttura Ricarica Elettrica), lo stesso documento fissa gli incentivi alla installazione delle colonnine, validi sia per i privati che per gli Enti pubblici. In più, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti promuove
“la stipulazione di appositi accordi di programma al fine di concentrare gli interventi nei singoli contesti territoriali in funzione delle effettive esigenze, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati, ivi comprese le società di distribuzione dell’energia elettrica. …..il Ministero partecipa al cofinanziamento, fino a un massimo del 50 per cento delle spese sostenute per: l’acquisto e per l’installazione degli impianti, dei progetti presentati dalle regioni e dagli enti locali relativi allo sviluppo delle reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli nell’ambito degli accordi di programma”.
In altre parole, gli Enti sono invitati ad approvare e pubblicare appositi Avvisi o Manifestazioni di interesse ed a selezionare, tra tutte le proposte provenienti dal territorio, anche in collaborazione con soggetti privati, progetti meritevoli del finanziamento PNIRE.

Esperienze
L’installazione di punti di ricarica può essere un modo di offrire servizi ai cittadini, ad esempio mettendo a disposizione dei residenti tariffe agevolate per la ricarica o offrendo altri tipi di incentivi all’uso di veicoli elettrici. E’ il caso di città come Napoli, Verona, Milano, per citarne qualcuna tra le prime ad avere aperto al transito le ZTL o ad avere adibito a parcheggio gratuito gli stalli dedicati.

https://www.mit.gov.it/


Come scegliere la tua nuova auto elettrica?

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A partire dal 2025 ed entro il 2030, le case automobilistiche produrranno soltanto auto con motori elettrici.
Le dichiarazioni ufficiali arrivano dalle più famose aziende produttrici, cui si affiancano anche i produttori di city car che, nei fatti, stanno lavorando da tempo sullo stesso fronte, presentando al mercato modelli sempre più innovativi ed efficienti.

Auto di lusso
Ora scegliere la propria auto elettrica non sarà facile, vista la gamma estremamente variegata offerta. E se fino a poco tempo fa Tesla poteva decidere il bello e il cattivo tempo nel segmento delle auto elettriche di lusso, l’arrivo di Mercedes, Audi e Porsche potrebbe iniziare a creare vera competizione e portare ad un abbassamento dei prezzi e ad un miglioramento della qualità.
Se la scelta poi si basa, ad esempio, sull’autonomia delle batterie, allora la scena è riservata a Mercedes EQS, un’auto da record con un’autonomia di 770 km, oltre ad una dotazione hi-tech e alla tradizionale eleganza che contraddistingue il marchio da sempre. Poco sotto si piazzano alcuni tra i modelli Tesla e ad un’autonomia di 610 km arriva invece la Ford Mustang Mach-E, dal nome fortemente evocativo di ben altri miti del passato.
A seguire troviamo le Volkswagen ID.3 e ID.4 con autonomie rispettive di 541 e 520 km e i modelli Skoda, Kia, Nissan, Hyundai, passando così dalle classiche e supersportive al segmento dei Suv.

City car
Non tutti potranno orientare la propria scelta tra le regine del mercato e dovranno guardare al segmento, altrettanto innovativo e interessante, delle city car.
Prendiamo ad esempio Fiat 500 elettrica EV, spinta da un motore da 118 CV (87 kW) alimentato da un pacco di batterie al litio da 42 kWh. L’autonomia dichiarata è di 320 km e raggiunge una velocità massima di 150 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 9 secondi. Per ricaricare la batteria vi sono diverse possibilità a seconda dell’uso di corrente monofase o trifase. La 500e carica più velocemente anche in corrente continua DC sulle colonnine Fast Charge ed arriva fino ad un massimo di 85 kW. In questo modo si recuperano 50 km di autonomia in appena 5 minuti e l’80% in 35 minuti, utilizzando la ricarica rapida attraverso la presa CCS Combo 2.

Come scegliere?
Il mercato è già attivo e l’offerta molto diversificata: sul web, diversi siti presentano modelli e caratteristiche e forniscono informazioni tecniche e prezzi di listino. Per una prima conoscenza del mercato, sono decisamente utili.
E dopo? Cominciate a pensare alla vostra nuova auto elettrica, abituatevi all’idea, acquisite una mentalità focalizzata sulla tutela dell’ambiente. E poi scegliete. L’elettrico futuro è già qui!


Ricarica “homemade”: come diventare autonomi nell’alimentazione della propria auto elettrica

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Parliamoci chiaro: oggi l’auto elettrica non è soltanto ecologica, facile da gestire, economica e silenziosa, ma è anche e soprattutto di tendenza, fashion e innovativa. E allora cosa ne frena la diffusione nel mercato?
Probabilmente è la “range anxiety” o ansia da autonomia, che è quel che genera la sindrome antielettrica. L’idea di poter restare privi di energia blocca la possibilità di sentirsi liberi di uscire, di programmare i propri spostamenti, di girare per la città ed essere tranquilli anche se si sbaglia strada, di partire per una vacanza on the road. La percorrenza media si aggira intorno ai 150 km e la rete delle colonnine di ricarica sul territorio è ancora insufficiente. Allora non resta che ricaricare la propria auto elettrica in casa, senza vincoli, senza problemi di tempo e soprattutto senza ansie.
E dal 1 luglio anche con minori costi.

Ricaricare in casa conviene
Arera (Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente) ha avviato, in via sperimentale, un’iniziativa tesa ad offrire a tutti i clienti connessi in bassa tensione, la possibilità di accedere ad una maggiore disponibilità di potenza, prelevabile nella fascia oraria notturna/festiva, a parità di spesa. L’agevolazione è riservata ai possessori di auto elettrica o ibrida plug-in che dimostrino di effettuare la ricarica a casa.
L’iniziativa rientra in un programma più ampio che Arera sta approntando, in considerazione del fatto che la diffusione dei veicoli elettrici avrà inevitabili riflessi sull’evoluzione del sistema elettrico nazionale. Maggiori prelievi e nuovi usi della rete elettrica richiedono senza dubbio interventi di ampliamento e modernizzazione per assorbire l’impatto inevitabile che le ricariche delle auto genereranno.
Intanto, richiedere l’agevolazione è semplice: è sufficiente fare domanda sul sito del Gse (Gestore servizi energetici) a partire dal 3 maggio 2021 e fino al 30 aprile 2023, senza dover passare dal proprio fornitore di energia elettrica e, dunque, senza dover sostenere costi fissi aggiuntivi. Grazie a questa novità, il Gse ha calcolato un risparmio stimato per i consumatori che va da 60 a oltre 200 euro l’anno.

Come scegliere la Wallbox?
Di Wallbox per la ricarica in casa se ne trovano di tutti i modelli, prezzi e caratteristiche.
Fare la scelta giusta significa soprattutto scegliere un prodotto di qualità, che non abbia bisogno di manutenzione, che sia pratico da installare, facile da utilizzare. Le Wallbox Galdieri Energy possiedono tutte queste caratteristiche, cui si aggiungono la garanzia di serietà e l’assistenza totale offerte dalla nostra azienda.
Per ogni installazione, Galdieri Energy offre totale supporto delle fasi di progettazione, installazione, avviamento e manutenzione della stazione di ricarica elettrica. Il nostro primo impegno è consigliare nella scelta della migliore soluzione per ciascuna esigenza, sulla base di sopralluoghi e valutazioni specifiche. Ci occupiamo inoltre della richiesta di tutte le autorizzazione necessarie per l’installazione delle colonnine e dell’adeguamento dell’impianto elettrico. Infine, possiamo svolgere le pratiche per la richiesta degli incentivi e del credito d’imposta, assistendo il cliente nell’ottenimento delle agevolazioni previste dallo Stato. Attualmente, infatti, l’acquisto e l’installazione di una wallbox sono incentivati con una detrazione fiscale del 50%, applicata fino a un importo massimo di spesa di 3.000 euro. La percentuale può salire addirittura al 110%, nel caso in cui gli interventi siano effettuati nell’ambito di opere rivolte all’efficientamento energetico, grazie all’ecobonus edilizio.